giovedì 23 ottobre 2014

anche a Asti - IO STO CON LA SPOSA

siamo molti contenti di annunciare che
mercoledì 5 novembre
al ReHub (Refugees Hub) di Villa Quaglina - Asti, Fraz. Torrazzo
sarà proiettato il film
"Io sto con la sposa" con la presenza di uno dei registi
http://www.iostoconlasposa.com

E' un appuntamento importante che racconta la vita dei profughi che in questi mesi sono arrivati in Italia scappando dalla guerra in Siria, dalla dittatura in Eritrea, dalla disperazione della Libia e tanto altro ancora.

Dal 21 marzo 2014 a Villa Quaglina sono transitati 386 profughi di diverse nazionalità.
La storia di molti di questi è simile a quella raccontata in "Io sto con la sposa".
Per questa ragione pensiamo che il ReHub di Villa Quaglina sia il posto giusto dove proiettare il film.
Nel pomeriggio si terrà un incontro delle realtà piemontesi impegnate nell'accoglienza dei profughi, poi una cena a buffet e alle 21 la proiezione + incontro con il regista.

Siete tutti invitati

mercoledì 24 settembre 2014

180 giorni con i profughi

21 marzo 2014 - Fraz Gorzano, San Damiano d'Asti, arrivano i primi 50 ragazzi scappati dalla Libia
21 settembre 2014 - dopo 180 giorni proviamo a fare il punto




sabato 20 settembre 2014

Canelli 2014 - La vendemmia della vergogna - Facciamo i conti


A Canelli ci sono 782 ettari coltivati a vigna.
Nell'accordo in paritetica per il 2014 è stata fissata una resa di 107 quintali ad ettaro a cui bisogna aggiungerne 8 di blocage/déblocage per un totale di 115 quintali per ettaro.
Il prezzo è stato confermato in 10,65 euro al miriagrammo (106,5 euro al quintale).
fonte: http://www.lancora.eu/?q=node/8207

Facciamo i conti
ettari: 782
resa quintali a ettaro: 115
prezzo al quintale: 106,5
totale giro d'affari per la vendemmia 2014 del Moscato a Canelli: 9.577.545,00 euro

Se nella paritetica avessero fissato una quota di 25 centesimi a quintale (una miseria) sarebbero saltati fuori 22.482,5 euro per allestire un centro di accoglienza temporaneo per i vendemmiatori.
E tutta questa ignobile tarantella sul degrado degli accampati non avrebbe più avuto senso.
Basta poco, ma manca la volontà.

domenica 14 settembre 2014

Canelli 2014 - La vendemmia della vergogna

Dalla tendopoli dei disperati la chiamata mattutina per le vigne

Domenica, poco prima delle sette di mattina. Piazzale Europa, Canelli, Colline dell’Unesco, tempo di vendemmia. Un uomo scende da un furgone. Ha dei fogli in mano. Con piglio deciso, quasi militare e la tranquillità di chi può farlo, comincia a chiamare dei nomi. Le persone, circa una sessantina, tutte dell’Europa dell’Est che stazionavano sulla piazza con in mano povere borse e occhi stanchi, si muovono verso i furgoni e vi salgono ordinatamente. Segno di un rito che si ripete quotidiano. Donne e uomini con gli occhi chiari probabilmente bulgari. Intanto altri tre uomini lì vicino stanno discutendo di quanto dovrà essere il vendemmiato di ciascun straniero.
Se si sta al di sotto di certe quantità non va bene. Certo le cooperative non possono lavorare a ora o a cottimo per cui si fanno contratti a ettaro ma poi quello che conta è quanta uva verrà raccolta da ognuno. In pochi minuti la piazza si svuota e i primi “carichi” vanno verso le vigne. Intanto, ben nascosto dietro i capannoni di Regione Dota, su una piazzola attorno a un cesso chimico si è sviluppato un campo di fortuna, colorato, indegno. Lo sarebbe anche per gli animali, figuriamoci per gli uomini. Più grande dello scorso anno. Dietro in lontananza il sole sta sorgendo su una delle colline dell’Unesco.
Nel campo non c’è quasi più nessuno, solo una donna rimane lì seduta. Fuori da una tenda. Magari non sta bene, cucina per tutti o non può lavorare perché non in regola con i documenti. Proviamo a farle una domanda ma ci guarda con un sorriso triste e fa cenno di non capire. Intanto sulla piazza il mercato riprende, arriva anche qualche africano che sale su una Panda e se ne va. Qualcuno, più disperato degli altri forse perché senza documenti resta un poco nascosto nella speranza comunque di un ingaggio. Alle nove di mattina sulla piazza non c’è più nessuno. «Sono tutti partiti per le colline» si lascia scappare la ragazza cinese del bar sulla piazza.
Piermassimo Pavese

venerdì 12 settembre 2014

Lo Zoning a Asti - Forse è la volta buona?



Aumento della prostituzione in città? Il Comune studia lo zoning

E' diventato quasi un argomento tabù, di cui più nessuno parla e per il quale sono in pochi ad avere il polso della situazione cittadina. Eppure qualche segnale di cambiamento nel mondo della prostituzione astigiana è arrivato, ed è anche forte e chiaro. Infatti, non sono pochi i cittadini che hanno segnalato una presenza più massiccia delle prostitute in città, nelle zone residenziali. Una tendenza che si registra dal rientro delle ferie e che, apparentemente non avrebbe nessuna spiegazione. Non si capisce se si tratti semplicemente di una "migrazione" dalle vie più periferiche della città verso il centro, oppure si si tratti di un arrivo massiccio di ragazze "nuove". Nei posti "storici" della prostituzione sono aumentate le presenze e cominciano a spuntare ragazze (e anche molti trans) in posti che non erano mai stati scelti prima, come la zona del Pam che approfitta del forte passaggio di auto.
Per il resto, in corso Gramsci, corso Don Minzoni, resto di corso Torino e poi viale Don Bianco e, per la prima volta, anche in corso Venezia, con ragazze particolarmente appariscenti. Si tratta soprattutto di ragazze dell'Est, anche questo un fenomeno che sembrava superato dall'"ondata" delle donne africane le quali, invece, segnano una minore presenza. «Non abbiamo ancora analisi approfondite di questo aumento di presenze sulle strade della città - spiega Alberto Mossino che, con il Piam, da dieci anni conduce l'attività contro la tratta delle donne e opera con l'unità di strada- ma quello di cui siamo certi è che sia un fenomeno slegato dagli sbarchi dei profughi dalla Libia; non vi è alcun legame perchè le rotte delle prostitute sono totalmente diverse da quelle dei migranti». Questo nuovo allarme non è passato inosservato neppure in Comune dove sono giunte analoghe segnalazioni di presenze "imbarazzanti" sotto i condomini cittadini in zone rimaste finora fuori dalla vita notturna di lucciole e clienti.
«Non posso ancora anticipare nulla di definitivo -commenta il sindaco Brignolo - ma stiamo cercando una soluzione per confinare l'attività di prostituzione in zone della città che non rechino disagio alla popolazione residente». Conferme non ne arrivano, ma potrebbe trattarsi del progetto di "zoning" proposto proprio dal Piam qualche tempo fa sulla scorta di esperimenti in altre città italiane. Per descrivere di cosa si tratti, bisogna sottolineare che non si tratta di un quartiere a luci rosse nè di un "recinto" per prostitute e neppure di ghettizzazione di aree cittadine.
Il progetto si propone di ricercare, insieme a cittadini, associazioni di categoria, forze dell'ordine e associazioni che si occupano di prostituzione e tratta delle donne, delle aree in cui la prostituzione si può concentrare evitandone così la dispersione e l'inevitabile occupazione di zone abitate dai cittadini. Si scelgono strade e piazzole servite adeguatamente dal punto di vista della circolazione stradale e dell'illuminazione notturna per garantire una maggiore facilità di intervento in caso di emergenza e una maggiore sicurezza delle ragazze sulla strada che sarebbero meno esposte alle violenze e alle rapine, con un beneficio sull'ordine pubblico di tutta la città.
Daniela Peira

venerdì 29 agosto 2014

Accoglienza Diffusa - i dati aggiornati ad agosto


giovedì 21 agosto 2014

I video di Nosa. Deserto, guerra, prigioni, barconi e morte.

Nosa ha 24 anni. E' nigeriano. E' partito da Lagos quasi due anni fa. Ha attraversato il deserto. In Libia è sopravvissuto alla guerra civile. A giugno è salito su un barcone ed è scappato in Italia.
Adesso è ospitato al Re-Hub (refugees hub) Villa Quaglina in Asti.
Ci ha raccontato il suo viaggio e ci ha fatto vedere i video che ha conservato sulla memory card del suo cellulare.
Sono video che parlano di morte.
E ci fanno capire che oltre ad essere migranti, profughi e rifugiati, Nosa e tanti come lui, sono innanzitutto dei sopravvissuti. 

guarda i video:
 

giovedì 7 agosto 2014

Le schiave della strada - Inchiesta su Repubblica


In Italia ci sono un centinaio di enti e associazioni che si prendono cura delle donne trafficate, anche nigeriane. "Negli ultimi anni abbiamo accolto 140 ragazze - racconta Alberto Mossino, della Casa Africana di Asti - Hanno tra i 16 e i 35 anni, le minorenni sono molte. I clienti non sono pedofili, ma quando le trovano per strada fanno finta di credere che abbiano 20 anni. Ma si vede benissimo che sono delle ragazzine. Ragazzine bellissime, come le quali ti puoi appartare per 15-20 euro. Non siamo contrari alla prostituzione, persone adulte e consensienti possono fare quello che vogliono della propria sessualità. Ma questo è sfruttamento. Alcune ragazze arrivano incinte nel centro di accoglienza, la maternità è uno dei fattori più motivanti a scappare. Oppure un'aggressione, una malattia. O l'inferno e la disperazione dei primi giorni".

"Abbiamo le mani legate - si arrabbia Alberto Mossino - Il problema è che, ormai da cinque anni, c'è un'interpretazione restrittiva della Turco Napolitano, vengono concessi sempre meno permessi di soggiorno per motivi di protezione sociale. Così non possiamo aiutare queste ragazze a evadere dalla clandestinità, a trovare un lavoro. Succede che dopo qualche anno devono uscire dalla comunità, senza aver ottenuto il permesso di soggiorno. E in 90 casi su 100 tornano a essere sfruttate. In più le donne che hanno denunciato i loro aguzzini hanno messo anche a rischio la loro famiglia, che spesso è vittima di ritorsioni".

sabato 26 luglio 2014

FACCIAMO ACCOGLIENZA, MA DOVE STIAMO ANDANDO?

Di fronte ad una fase storica così frenetica e impegnativa è necessario ogni tanto sganciarsi dalle incombenze quotidiane, riflettere, progettare, ma anche incontrarsi e fare festa.


Sabato 2 agosto, in occasione della celebrazione della fine del Ramadam, alcune associazioni e cooperative di Asti e Alessandria organizzano una giornata di socialità e riflessione sullo stato attuale dei percorsi di accoglienza profughi dell'emergenza Mare Nostrum.

Alle 15, presso il Re-Hub (Refugees Hub) di Villa Quaglina in Asti si terrà un incontro fra gli operatori coinvolti nell'accoglienza.

In serata musica e festa con i profughi e rifugiati ospitati nelle realtà di Asti e Alessandria.

Siete tutti invitati a partecipare

CO.AL.A scs - Asti Alessandria
PIAM onlus
Coompany & Cooperativa Sociale - Alessandria
Crescere Insieme scs onlus - Acqui Terme
L'Ostello - Alessandria
Ristorazione Sociale - Alessandria
San Benedetto al Porto - Genova Alessandria
Cambalache – Alessandria

giovedì 24 luglio 2014

L'accoglienza dei profughi a Asti - marzo-luglio 2014 - i numeri

Continuano gli arrivi di profughi a Villa Quaglina, servono lenzuola, asciugamami, biancheria uomo donna bambino.
Intanto si va avanti con cuoca africana, lezioni di italiano e tanta divertente confusione.
Stay tuned!