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venerdì 22 maggio 2015

Un patto per la messa in sicurezza del territorio fra Enti locali e rifugiati, in una logica di reciproca mutualità

Su La Stampa del 20 maggio 2015, edizione di Asti, si legge che "Ci sono le frane, ma non i soldi".
Questa situazione mette a grave rischio la sicurezza dei nostri territori e della nostra viabilità.
Mancano i soldi è vero, però in questi mesi abbiamo accolto un gran numero di profughi che potrebbero essere impiegati proprio in lavori di pubblica utilità.
In alcune situazioni ci si sta già muovendo in questa direzione, ad esempio l'Ente Parchi Astigiani ha affidato i lavori di messa in sicurezza delle passatoie nei boschi ad una cooperativa in cui lavorano, con tirocinio regolarmente retribuito, alcuni richiedenti asilo.

Serve uno scatto in avanti, serve recuperare fiducia nella mutualità reciproca, serve vedere come ottimizzare i costi e le risorse in un ottica di bene comune.
Se continuiamo a considerare ogni singola problematica isolata dal contesto generale, mancheranno sempre le risorse e la progettualità per risolverla.

Abbiamo territori che necessitano di manutenzione, in primis ordinaria, e abbiamo molti giovani ragazzi arrivati in Europa in cerca di lavoro, e che troppo spesso sono parcheggiati nei centri di accoglienza senza fare nulla.
Quel che serve è una regia istituzionale che metta insieme le risorse, i progetti e le maestranze.
Una parte delle risorse necessarie devono essere erogate dall'ente committente, ma un'altra parte può essere attinta dai fondi stanziati per l'accoglienza dei profughi.

Così l'accoglienza può diventare davvero una risorsa per i territori che la praticano con una ricaduta concreta sulle comunità ospitanti.

Però allo stesso tempo, il lavoro e l'impegno dei rifugiati deve essere tenuto in conto dalle Commissioni per il riconoscimento asilo, concedendo un permesso di soggiorno umanitario a chi contribuisce a migliorare il nostro paese.

PIAM onlus
maggio 2015
una delle opere eseguite presso l'Ente parchi astigiano dalla Coop. No Problem con l'impiego di profughi

domenica 3 maggio 2015

1 maggio 2015 - ReHub Villa Quaglina

Capita che ogni tanto un centro profughi si trasforma in una dance hall...
Grazie a tutti voi che siete venuti al ReHub Villa Quaglina a ballare con i rifugiati.
Siamo l'Italia solidale, che non ha paura ed ha speranze e allegrie da condividere.


venerdì 29 agosto 2014

Accoglienza Diffusa - i dati aggiornati ad agosto


sabato 26 luglio 2014

FACCIAMO ACCOGLIENZA, MA DOVE STIAMO ANDANDO?

Di fronte ad una fase storica così frenetica e impegnativa è necessario ogni tanto sganciarsi dalle incombenze quotidiane, riflettere, progettare, ma anche incontrarsi e fare festa.


Sabato 2 agosto, in occasione della celebrazione della fine del Ramadam, alcune associazioni e cooperative di Asti e Alessandria organizzano una giornata di socialità e riflessione sullo stato attuale dei percorsi di accoglienza profughi dell'emergenza Mare Nostrum.

Alle 15, presso il Re-Hub (Refugees Hub) di Villa Quaglina in Asti si terrà un incontro fra gli operatori coinvolti nell'accoglienza.

In serata musica e festa con i profughi e rifugiati ospitati nelle realtà di Asti e Alessandria.

Siete tutti invitati a partecipare

CO.AL.A scs - Asti Alessandria
PIAM onlus
Coompany & Cooperativa Sociale - Alessandria
Crescere Insieme scs onlus - Acqui Terme
L'Ostello - Alessandria
Ristorazione Sociale - Alessandria
San Benedetto al Porto - Genova Alessandria
Cambalache – Alessandria

mercoledì 18 giugno 2014

Asti - Giornata Mondiale del Rifugiato - persone e numeri


vanno,
vengono,
ogni tanto si fermano
le Nuvole – Fabrizio De Andrè


Sono i profughi che da inizio primavera stanno sbarcando a migliaia sulle nostre coste. 
Sono uomini, donne, bambini, in fuga da guerre e persecuzioni.
Sono alla ricerca di pace, serenità, libertà e futuro.

Ad Asti li abbiamo accolti cercando di fare il nostro meglio. Consapevoli di non rappresentare la soluzione, ma solamente un piccolo contributo per migliorare la vita di queste persone disgraziate che cercano alla fine solo un po' di normalità.

E' l'impegno che ci siamo presi, per onorare l'accordo stipulato con la Prefettura e per un senso di responsabilità e compartecipazione che gli eventi della storia ci impongono.

Con noi in questi mesi tanti astigiani hanno partecipato attivamente all'accoglienza.
La parte più bella della nostra comunità.


DATA DI ARRIVO
LUOGO
NUMERO
21/03/14
SAN DAMIANO - FRAZ. GORZANO
40
11/04/14
VILLANOVA
50
30/04/14
ASTI - VILLA PAOLINA
15
08/05/14
ASTI - VILLA QUAGLINA
25
22/05/14
ASTI - VILLA QUAGLINA
25
02/06/14
ASTI - VILLA QUAGLINA
25


Uomini
161
Donne
19
Minori con famiglia
9
Minori non accompagnati
16


NAZIONALITA'

SIRIA
40
GAMBIA
36
ERITREA
29
MALI
23
PAKISTAN
15
SOMALIA
10
GHANA
7
BANGLADESH
6
SENEGAL
4
NIGERIA
3
SUDAN
2
INDIA
2
REP.CENTRAFICANA
1
MAURITANIA
1
PALESTINA
1
TOT.
180

lunedì 16 giugno 2014

Asti 27-06-2014 - Diritto di Asilo

mercoledì 14 maggio 2014

L'accoglienza fa bene - rassegna stampa


Nessun margine per il buonismo, ma un confronto molto realistico sull'emergenza profughi a poco più di un mese dai primi arrivi anche nell'Astigiano. Un'assemblea, quella che si è tenuta lunedì sera al Centro San Secondo, che ha messo vicino diverse esperienze e le diverse "anime" che si trovano a dover dare accoglienza ed assistenza a 120 rifugiati politici con la prospettiva di dover continuare ancora a lungo visto il trend degli sbarchi sulle coste meridionali dell'Italia. Un confronto che è ruotato sull'ineluttabilità di questo fenomeno, sull'esigenza di mettere a sistema un'organizzazione di prima accoglienza per non rischiare sempre l'acqua alla gola ad ogni telefonata del Viminale alla Prefettura che annuncia arrivi imminenti.
Ma anche un'occasione per ragionare su un'occasione di piccolo indotto occupazionale che l'arrivo dei rifugiati politici in cerca di accoglienza possono far nascere. «Questa migrazione fa parte di un processo epocale che non si può bloccare -ha sottolineato Alberto Mossino presidente del PIAM- Ma per una volta, grazie ai fondi stanziati dal Governo per le diarie giornaliere destinate a chi accoglie questi stranieri, è possibile anche far lavorare e crescere diverse figure professionali intorno al mondo che si occupa di loro e dare un sostegno economico alle famiglie che li prendono in affidamento, come già capitato per 24 di loro». Ascoltati buoni esempi di accoglienza come quello di Elisabetta Serra che ha preso in carico come presidente dell'Ecomuseo una quindicina di pachistani ospitati nell'ex canonica di Capriglio oppure quello di Guido Rosina, sindaco di Settime, primo Comune astigiano ad aver aderito al progetto Pais o ancora il dottor Varni che, in qualità di medico di base, ha accolto un po' di loro nel novero dei suoi assistiti, non sono mancate le segnalazioni delle tante criticità ancora aperte.
La prima è l'incertezza sul decreto che consente a tutti gli immigrati sbarcati di essere definiti rifugiati politici: scade il 30 giugno e, pur essendo scontata una proroga, rimane comunque una incognita. Che si lega anche alla validità dei fondi messi a disposizione dal Governo per l'accoglienza dei profughi. E poi la necessità di allestire un punto di prima accoglienza (che potrebbe essere Villa Quaglina) dove poterli alloggiare appena arrivati in attesa di nuove sistemazioni fra le quali è privilegiata l'accoglienza diffusa in famiglia o in piccoli gruppi. Tenendo conto che la maggior parte dei rifugiati considera l'Italia un mero Paese di transito verso altre nazioni europee. Un appello arriva anche dal Ctp che si occupa di organizzare i corsi di alfabetizzazione e di italiano per i profughi: 7 maestre per 800 allievi sono decisamente insufficienti e servirebbero volontari in attesa di un aumento di organico del Provveditore.
A chiedere una compattazione della società di fronte a questo fenomeno migratorio è monsignor Ravinale che, a nome della Curia astigiana, è stato colui che ha messo a disposizione finora tutte le strutture di prima accoglienza. «La rete virtuosa di accoglienza deve allargarsi -è l'invito del dottor Paolo Ponta, viceprefetto vicario e coordinatore di questa emergenza a livello locale- ma va detto che il metodo di accoglienza diffusa dell'Astigiano è diventato un modello per tutti. Asti, in questo, è molto più avanti rispetto ad altre province».

Daniela Peira

martedì 6 maggio 2014

L'accoglienza fa bene - Assemblea pubblica


venerdì 2 maggio 2014

In ogni situazione di emergenza la prima regola è sempre quella di gestire l’emotività

L’appello del vescovo Ravinale sull’emergenza profughi
“In questi giorni continuano a giungere nella nostra provincia ondate di profughi che hanno attraversato il Mediterraneo e non possono ormai più rimanere a Lampedusa, ma devono necessariamente essere distribuiti sul territorio italiano.
Siamo ormai al terzo contingente di profughi nel giro di neppure un mese. Un primo gruppo accolto a Gorzano di San Damiano e poi quasi subito distribuito sul territorio della provincia; un secondo gruppo a Villanova e assorbito in modo più lento dal territorio; il terzo gruppo viene collocato nel territorio di Asti in attesa di una trovare sistemazione il più presto possibile.
Non siamo ovviamente i soli a essere interpellati: tutte le provincie italiane vengono chiamate in causa, perché l’afflusso di profughi sembra prospettarsi ancora imponente. Probabilmente non si tratta di un’emergenza passeggera, ma di una situazione che dovremo attrezzarci a vivere con la maggiore lucidità possibile. I Cristiani affronteranno la situazione aiutati dalla convinzione che il  forestiero bisognoso di essere accolto è Gesù stesso, ma anche quanti non hanno la fortuna di dare un senso così alto dovranno comunque vivere questa nuova situazione storica con grande responsabilità.
Ci troviamo di fronte a una svolta della storia caratterizzata da migrazioni di massa, che gli stessi interessati vorrebbero evitare, ma che tutti siamo chiamati ad affrontare con molta concretezza, evitando timori fuori posto e ostilità preconcette.
Alla comunità cristiana chiedo di mostrarsi all’altezza della situazione, collaborando con le autorità civili per trovare forme concrete di accoglienza, controllare l’emotività inevitabile e pericolosa di questi momenti e mostrare l’autenticità della propria fede.
Innanzi tutto chi arriva presso di noi deve essere in qualche modo sistemato, prima in centri di smistamento provvisori e poi con sistemazioni vivibili. Le autorità preposte si stanno prodigando in questo impegno con molta generosità, ma hanno bisogno di poter contare su una collaborazione responsabile da parte di tutti, per individuare strutture adeguate e non dover affrontare troppa resistenza, peraltro inutile, perché questi arrivi continueranno, indipendentemente dalle nostre convinzioni.
In ogni situazione di emergenza la prima regola è sempre quella di gestire l’emotività, che assume forme diverse: dalla paura alla rabbia, dall’isteria  alla violenza. Gli sconosciuti che chiedono accoglienza sono persone giovani e sane, in cerca di situazioni di vita accettabile e di lavoro, capaci di affrontare grandi sacrifici e sicuramente non mossi da intenzioni cattive. Spesso non sono neppure intenzionati a rimanere nei luoghi dove sono giunti, perché probabilmente si sono prefissi una loro meta. Trattati umanamente si rivelano persone assolutamente rispettabili. Tutti insieme però dobbiamo contribuire a una mentalità accogliente e serena, assolutamente necessaria per evitare che situazioni di per se stesse difficili si possano rivelare destabilizzanti.
Un momento così delicato può costituire un’occasione importante per testimoniare l’importanza di una comunità cristiana autentica di fronte alle sfide del mondo contemporaneo che, dilaniato da contrasti e divisioni, ha bisogno assoluto di chi lo aiuti a realizzare un cuor solo e un’anima sola. Con la comune ricerca del bene di tutti e con un’accoglienza vicendevole qualsiasi problema può essere affrontato. In un clima di sospetto, di contrasto e di respingimenti le tensioni continueranno ad aumentare e potrebbero diventare insostenibili.
Da un punto di vista operativo propongo che attorno alla Caritas Diocesana si costituisca un’équipe disponibile a donare la sua collaborazione. Ma a tutti chiedo di essere attenti a questa situazione, non voluta e giunta all’improvviso, ma che non possiamo permetterci di ignorare, per non doverci scoprire superati dalla storia”.


Francesco Ravinale, vescovo di Asti

giovedì 1 maggio 2014

Accoglienza Diffusa: i dati


INSERIMENTI SCOLASTICI: 
iscritti tutti i 27 ospiti al CTP di Asti, frequenza di 6 ore settimanali a persona di corso italiano di base, più 6 ore di italiano a settimana presso Associazione Noix de Cola.

SANITA': 
iscritti tutti al servizio sanitario nazionale con scelta medico di base ed accompagnamenti dal medico secondo necessità.

ORIENTAMENTO AL TERRITORIO: 
partecipazione alla Camminata Solidale per città di Asti, uso trasporto pubblico.


INTEGRAZIONE: 
partite di calcio con ragazzi della parrocchia di Casa Tabor, ragazzi associazione Mato Grosso.

OCCUPAZIONE:
due operatori sociali sono stati regolarmente assunti per gestire l'accoglienza diffusa.

giovedì 17 aprile 2014

Accoglienza Diffusa - istruzioni per l'uso

L'accoglienza fa bene, a tutti
- ai profughi arrivati in questi giorni: perchè è sempre giusto offrire aiuto e accoglienza a uomini, donne e bambini che scappano da territori devastati da guerre, persecuzioni religiose, dittature, carestie e povertà estreme
- ai cittadini della provincia di Asti: perchè chi decide di ospitare in casa propria un profugo, riceverà un contributo di 450 euro al mese

Diamoci una mano e condividiamo la solidarietà



Proponiamo che i profughi siano accolti da famiglie italiane o migranti residenti in provincia di Asti. Nessuno sa fare integrazione meglio di chi è arrivato qui come straniero.
Una sorta di mutuo aiuto, di solidarietà reciproca anche a livello economico: il Ministero dell'Interno stanzia 30 euro al giorno per ogni profugo. La metà va alla famiglia che ospita, l’altra è utilizzata per mediazione culturale, corsi di italiano, formazione.
Ci sono molte famiglie in difficoltà, questo significherebbe per loro avere 450 euro al mese di integrazione al reddito se danno ospitalità a un profugo.
Tutto è coordinato con la Prefettura, il Consorzio COALA e il PIAM gestiscono la parte operativa con regolamenti, graduatorie degli affidamenti e mediazione culturale.  

per informazioni:
PIAM onlus – 0141 355689, 328 1896997, piamonlus@yahoo.com

lunedì 14 aprile 2014

“Ma ora si vada oltre l’emergenza"


commenta Alberto Mossino del PIAM: «Serve un coordinamento permanente per pianificare meglio una situazione che ormai va al di là dell’emergenza. La soluzione è inclusiva - spiega - deve coinvolgere la cittadinanza, dar fiato a chi sul territorio ha voglia di dare ospitalità. Se è vero quello che dice il ministro Alfano sui prossimi sbarchi, bisogna organizzarsi per questa eventualità». E’ la proposta che le associazioni di Asti e Alessandria che si occupano di migranti inoltrano alle prefetture. Ed è ciò che, a livello nazionale, hanno segnalato Arci, Caritas, Fondazione Migrantes e Coordinamento comunità di accoglienza: «Riteniamo che la sola collocazione presso strutture alberghiere o enti pubblici e privati, nonché l’assenza di una regia, abbia ulteriormente peggiorato le condizioni non solo delle persone, ma anche dei territori ospitanti, lasciando sedimentare solitudini individuali e collettive, potenziando resistenze ideologiche, indebolendo sistemi di accoglienza». Chiedono un piano organico, ritenendo «improponibile affrontare questo esodo, ormai strutturale nella nostra epoca, con politiche nazionali caratterizzate dall’emergenza». 

mercoledì 9 aprile 2014

Tutto il mondo in un paese - Settime (AT)

Settime (AT) 6/04/2014
Tutto il mondo in un paese
 
La festa Facce di pane e l'incontro sull'accoglienza dei migranti 
con Don Ciotti e Marco Sinatra Sindaco di Vizzini



lunedì 11 novembre 2013

presentazione di Nuvole & Migranti

Martedì 19 novembre 2013
nei locali della SOMS E. De Amicis - a Torino, in corso Casale 134 - alle ore 17,30

Vito D'Ambrosio
presenta il suo libro:
Nuvole & Migranti
Storia di profughi, accoglienza e solidarietà a Settime
Edizioni ARCA

Ne discutono con lui:
Guido Rosina - Sindaco del Comune di Settime (AT)
Ilda Curti - Assessore alle Politiche per la multiculturalità e per l'integrazione dei nuovi cittadini della Città di Torino
Alberto Mossino - Presidente PIAM onlus Asti
Coordina Giorgio Viarengo - Presidente SOMS De Amicis


Settime è un paese di 600 abitanti in provincia di Asti.
Il Comune, sotto la spinta della giunta comunale e la guida dell'Associazione PIAM onlus di Asti, ha aderito al programma di accoglienza di richiedenti asilo. Sono persone che sono fuggite da situazioni di guerra e di diritti negati. Hanno attraversato il mare a bordo di carrette o nascosti dentro rimorchi di camion.
All'interno del libro si racconta questa esperienza.
Circa due anni fa, il Comune di Settime ha pensato che questo progetto, oltre a essere un'importante azione di solidarietà, fosse anche un'occasione per ripopolare il paese, aprire le porte ad altre culture.
Rianimare i vicoli di bambini. In qualche modo contrastare la tendenza allo svuotamento di questi comuni. Così, presentò un progetto al ministero degli interni, la domanda venne accolta e il PAIS (Progetto Accoglienza Integrazione Settime) è diventato operativo.
Quattro famiglie ospiti: Somala, Curda, Nigeriana e in ultima Afghana.
Questi quattro nuclei oggi sono parte integrante della piccola comunità di Settime.

giovedì 11 luglio 2013

a proposito dello IUS SOLI


Asti - 11 luglio 2013
Giochi, animazione e merenda per tutti i bambini
E in più conferiremo l'ATTESTATO DI CITTADINO ASTIGIANO ai figli dei migranti.

Partecipano: 
Fabio Isnardi - Sindaco di Calamadrana
Guido Rosina - Sindaco di Settime
Mons. Francesco Ravinale - Vescovo di Asti

a seguire cena e kebab curdo


mercoledì 3 aprile 2013

Buona fortuna, Osman

Piccoli e grandi traguardi

Il senso del nostro lavoro credo si trovi soprattutto nei piccoli traguardi, e meno male, ma ce ne sono alcuni, più grandi, che lo riassumono meglio. 
Uno di questi è appena avvenuto, ossia il trasferimento della famiglia Osman ad Asti, in via Canelli. Hanno passato la prima notte nella nuova casa e stamane ognuno ha ripreso i propri impegni, scuola e lavoro, spostandosi in autobus e a piedi. 
La casa a Settime ora è libera, ci prendiamo una settimana di aggiustamento e poi comunicheremo allo SPRAR la disponibilità ad accogliere una nuova famiglia. Prima di ciò spero riusciremo a vederci a Settime per i saluti ufficiali della fam. Osman e i loro ormai ex compaesani e gli operatori del PIAM.
Il merito è di questa stramba famiglia scesa dal treno ad Asti nel bollente luglio del 2011, la prima ad arrivare, con qualche busta di plastica e molto silenzio negli occhi. Sono stati coraggiosi e si sono impegnati tanto.
Ad ognuno di noi va il ringraziamento di tutti loro, emozionati e felici, per essere riusciti ad incanalare, alimentare e promuovere quell'energia. Speriamo nei prossimi mesi di replicare con le altre famiglie. A presto e buon lavoro.

Simone Perini
Operatore Progetto SPRAR - Comune di Settime (AT)



martedì 28 agosto 2012

La via della pace attraverso lo stomaco


La presente per riferire brevemente sull'imminente festa di Settime
e in particolare sulla serata di domenica 2 settembre 2012


Si tratta di un'idea dell'eroico Sindaco Rosina, che per sconfiggere i suoi, e anche i nostri si capisce, mulini a vento, non manca occasione di scendere in campo a favore del dialogo interculturale, la solidarietà e la fratellanza dei popoli, contro l'indifferenza e l'astio di alcuni suoi compaesani e i nemici dell'umanità.

E siccome le buone intenzioni si è soliti farle passare attraverso i gargarozzi, affinchè arrivino poi al cuore (quando si è fortunati, sennò il punto d'arrivo è più in basso e meno nobile) quella sera, dalle ore 20 circa, verranno offerti al pubblico in cambio di cifre modestissime (2-3 euro), piatti tipici dei Paesi di alcuni stranieri residenti a Settime (Marocco, Romania, Somalia, Nigeria), più un piatto italiano. Con vino locale, tè marocchino e altre bevande.

Il PIAM chiaramente partecipa nello sviluppo dell'iniziativa e spero anche nella sua buona riuscita. Faremo la spesa, prepareremo e distribuiremo le pietanze insieme alle famiglie ospiti del progetto SPRAR.

I compiti a casa a cui chiamo tutti quelli che hanno voglia e forza di volontà sono i seguenti:

1 - Partecipare alla serata venendo personalmente a Settime e dando una mano laddove serve,
2 - Invitare il maggior numero di amici e parenti almeno fino al terzo grado,
3 - Aggirarsi per il paese dopo aver consumato cibi e bevande con sguardo di ammirazione come se si volesse plaudire all'iniziativa in un clima di festosa animosità,
La serata dalle 22 in poi proseguirà con una di quelle performance che potrebbero anche non catturare l'anima ma il rischio vale la pena di correrlo: reading di poesie, proiezioni e violinista dal vivo, in un cortile all'aperto.

Rispondete numerosi all'appello e diffondete.

Grazie e buon lavoro.

Simone Perini
responsabile PIAM progetto Sprar Settime



lunedì 11 giugno 2012

venerdì 16 marzo 2012

martedì 31 gennaio 2012

a Settime l'integrazione continua


"Uno degli aspetti che caratterizzano il corso di quest'anno è la collaborazione di vari enti come il Comune di Settime, l'associaizone Valleversa Plus e il PIAM. Ognuno ha messo a disposizione risorse differenti per poter creare una rete di collaborazione finalizzata a creare strumenti di integrazione della numerosa popolazione straniera presente sul territorio della Val Rilate".